E’ ai blocchi di partenza una nuova stagione della Scuola di Formazione Sociale e Politica della Diocesi di Brescia. Medesime finalità – formare menti critiche capaci di operare fruttuosamente nei vari ambiti della società – ma struttura diversa rispetto al passato: corso di durata annuale dedicato a una tematica specifica che verrà declinata in maniera pervasiva. Si comincia con il lavoro, scelta non casuale, ma effettuata in piena sintonia con quanto verrà affrontato nell’imminente Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017). Il titolo dell’annualità 2017-18 della Scuola sarà quindi: “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”.

Brescia: il lavoro apre la Scuola di formazione socio-politica

 

www.settimanesociali.it parla della SFISP di Brescia!

Ho sempre avuto interesse per la politica e per la vita sociale: nell’estate del 2007 ho trovato al bar del mio oratorio (Marcheno, dove abitavo) il volantino della SFISP, un corso di formazione all’impegno socio politico organizzato dalla Diocesi e da alcune associazioni cristiane: esattamente quello che stavo cercando!!!

Mi sono iscritto ed ho partecipato con entusiasmo a questa iniziativa: le tematiche trattate erano di tipo “valoriale”, e sono servite per alzare l’asticella così da estraniarsi un po’ dalle discussioni quotidiane e a volte troppo concrete, per ragionare sui princìpi e i valori che stanno a fondamento della nostra costituzione e del nostro pensare cristiano.

Credo che sia compito dei cristiani impegnarsi nella vita sociale della propria comunità: i modi per farlo sono diversi e variegati, ma non possiamo rinunciare a farlo: proprio perché si dice che la politica è “brutta” e si parla male dei politici, a maggior ragione i cristiani non possono farsi da parte e rinchiudersi nel loro “io non mi sporto le mani”.

Detto questo, è anche compito dei cristiani avere della basi solide (culturali e valoriali) per poter poi riuscire ad essere cristiani non solo a parole, ma anche nei fatti. Fare politica è infatti complesso e a volte faticoso: partecipare alla SFISP mi ha permesso di consolidare alcune conoscenze, conoscere ragazze e ragazzi provenienti da zone diverse dalla provincia e confrontarmi con modi diversi di impegnarsi nel sociale e nel politico.

I rapporti umani costruiti durante il corso continuano tuttora e sono sempre utili anche per capire “dove siamo arrivati”. Dopo la SFISP ho continuano l’impegno nella vita associativa e politica, sempre a livello di volontariato, nelle ACLI provinciali e nel consiglio di quartiere del Villaggio Sereno.

Nelle ACLI, in particolare, seguo i corsi di formazione sui temi amministrativi.

Pierluigi Labolani, corsista 2008-10, consigliere di quartiere e membro di Presidenza ACLI provinciali

Pierluigi Labolani

Partecipando alla SFISP ho potuto conoscere persone nuove con idee e modalità di approccio alla politica che mi hanno coinvolto. Era evidente l’entusiasmo che caratterizzava ogni singolo incontro. I temi trattati erano di volta in volta diversi, ma emergeva sempre in modo chiaro la voglia di provare ad amministrare la cosa pubblica nel modo più efficiente possibile per soddisfare le esigenze dei cittadini e del paese. I diversi relatori sono stati di grande aiuto!

Sandro Farisoglio, corsista 2010-12, sindaco

Sandro Farisoglio

Ho avuto l’opportunità di frequentare il corso SFISP 2014-2016 sotto la direzione del prof. Corli e Don Mario Benedini, responsabile diocesano della pastorale sociale, affiancata da parecchi tutor, giovani che in passato hanno frequentato il corso. Ho trovato gli argomenti trattati molto attuali con l’opportunità ogni volta di avere validissimi relatori e materiale da consultare. I primi incontri erano strutturati su tutta la giornata del sabato, la mattina riservata alle relazioni e il pomeriggio per i lavori di gruppo e le conclusioni quelli successivi solo la mattina. I tutor lavoravano alla preparazione degli incontri e guidavano le discussioni nei gruppi durante i quali si riusciva a confrontarsi liberamente su ogni tema, portando anche situazioni personali da condividere.

Il livello del corso è stato oltre le aspettative, senza dimenticare l’opportunità del viaggio a Roma con la visita ai palazzi del Senato e del Quirinale.

In attesa del prossimo corso da frequentare…

Anna Strapparava, corsista 2014-16, consigliera comunale

Anna Strapparava

Sono venuto a conoscenza della Scuola di Formazione all’Impegno Socio-Politico (SFISP) da un amico con il quale condividevo da tempo questa passione; ho accettato di buon grado proprio perché pensavo, ed ancora oggi penso, che serva preparazione per approcciarsi alla cosa pubblica. All’interno del corso, tenuto da docenti molto preparati e abili a trasmettere il loro sapere, ho proprio trovato alcune sollecitazioni che mi hanno permesso di costruire le conoscenze di base per il mio successivo impegno amministrativo nel mio comune di residenza.

Oltre a questo, che già di per sé costituisce un valore, ho potuto conoscere persone giovani, non solo anagraficamente, interessate e impegnate, attente alla dimensione sociale e alle persone in genere, con le quali il confronto è sempre stato arricchente e stimolante. Le relazioni instaurate si sono rivelate molto importanti, perché mi hanno reso comprensibile il fatto che la politica, ma più in generale l’impegno sociale, se non è incarnato e fatto con passione è sterile, perde il suo valore.

Questo è ciò che mi è rimasto dell’esperienza triennale della SFISP. Un percorso impegnativo e faticoso, ma anche gratificante ed entusiasmante perché condiviso.

Sandro Savelli, corsista 2008-10, consigliere comunale

Sandro Savelli

La SFISP è giunta per me quando avevo già maturato una decina d’anni di esperienza amministrativa comunale. Ero alla ricerca di qualcosa che mi permettesse di conciliare la praticità quotidiana dell’amministrare la cosa pubblica e l’esigenza costante di setacciare le mie scelte con un filtro cristiano che non fosse solo frutto della mia esperienza nella comunità d’origine.

La SFISP era ed è questo, non una scuola di partito, ma un’esperienza formativa di profonda conoscenza della società, delle sue problematiche e delle sue potenzialità alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. 

In quel triennio: lezioni di illustri professori universitari, oltre che profonde riflessioni del Vescovo su concetti che spaziavano dalla comprensione della vera democrazia alla partecipazione, dalla sussidiarietà alla solidarietà, dalla libertà alla dignità, dall’economia alla famiglia come protagonista della vita sociale, hanno infuso in me e negli altri corsisti un entusiasmo ed una speranza che la politica può trasformarsi in esperienza di servizio, per raggiungere il bene comune. 

Ricordo un grandioso ritiro pasquale nel 2010; tenuto dal Vescovo Mons. Luciano Monari, sulle tentazioni di Cristo e dall’avv. Mino Martinazzoli, sulle tentazioni dei politici: dopo due ore di ritiro mi sembrava di aver fatto l’università della politica!

Finita la SFISP, continuando l’esperienza da assessore comunale, ho avuto anche la possibilità di addentrarmi per qualche tempo nel mondo dei partiti, dove però ho avvertito un certo distacco verso il perseguimento del bene comune e molta autoreferenzialità, ecco perché nel 2014 ho accettato di candidarmi a sindaco del mio paese con un gruppo di giovani amici in lista. 

Dopo tre anni da sindaco, ritengo che aver costruito delle buone basi frequentando la SFISP, sia stato di fondamentale importanza per svolgere un ruolo che incide in modo sostanziale sul presente e soprattutto il futuro della mia comunità.

Davide Comaglio, corsista 2008-10, sindaco

davide comaglio

Ho frequentato il corso della SFISP nel 2011-2013, a Rovato.

Ero consigliere comunale nel comune di Travagliato e cercavo l’opportunità di confrontarmi con altre persone sensibili ai valori dell’agire cristiano in ambito politico.

La Scuola di Politica mi ha permesso di ascoltare docenti, preparati e molto competenti, definire i caratteri fondanti l’agire cristiano declinato nell’ambito politico. Ci hanno spiegato come la capacità di mediare e trovare soluzioni “includenti” hanno prodotto la Costituzione Italiana e di come il pensiero cattolico è stato spesso sensibile precursore di discussioni e scelte politiche. Nei gruppi di lavoro ho avuto la possibilità di incontrare e conoscere persone motivate con le quali confrontarmi e crescere, alcune delle quali incontro e frequento ancora.

Sono stato molto soddisfatto di aver frequentato la SFISP.

Conclusa l’esperienza di consigliere comunale ho accettato l’impegno di segretario dello SVI (Servizio Volontario Internazionale) ed ora quella di Vicepresidente dello stesso. Anche in questa esperienza il bagaglio di conoscenze e lo spirito di collaborazione per il perseguimento di un bene comune, ricevute nel corso SFISP, mi aiutano molto.

Ad una persona sensibile ed interessata ad impegnarsi nel sociale e in ambito politico consiglierei vivamente di frequentare la SFISP!

Giacomo Costa, corsista 2011-2013, vicepresidente SVI (Servizio Volontario Internazionale)

giacomo costa

Frequentare la Scuola di Formazione all’Impegno Sociale e Politico vuol dire smettere di essere un elettore passivo, un cittadino ignavo, un lettore senza senso critico. Quando si diventa consapevoli di ciò che ti circonda e si inizia ad apprendere, a capire e a ragionare, ad interrogarsi e a confrontarsi con gli altri, non si può continuare ad ignorare.

La Scuola non è un mero veicolo attraverso cui si impartiscono nozioni, ma è un vero laboratorio del pensiero nel quale i partecipanti, coinvolti da un relatore che introduce il tema e, successivamente durante il dibattito all’interno dei laboratori, prendono coscienza della realtà socio-politica che li circonda, del suo sapore dolce-amaro: quanti tipi di ricchezze e potenzialità vi si trovano, quante sfumature di colore… Ma vi sono anche numerose contraddizioni! In queste ultime, in particolare, mi sono imbattuta quando sono passata “dalla teoria alla pratica” attraverso un’esperienza politica come consigliere comunale. Grazie alla Scuola e all’interesse con il quale vi ho partecipato, ho potuto fare affidamento sul mio bagaglio formativo; esso però, da solo, non è stato sufficiente per portare alla conclusione naturale l’esperienza politica. Essere una giovanissima donna alla prima esperienza di impegno in politica significa subire molti limiti, e purtroppo anche tendere ad autoimporseli; perché dopotutto si sa, noi donne non ci sentiamo “mai abbastanza”. Un limite però posso dire di averlo superato, trovando il coraggio di candidarmi. E questo lo devo anche alla Scuola di Formazione che mi ha fornito la sicurezza di una preparazione solida sulla quale poter contare sempre, indipendentemente dall’esperienza in politica.

In conclusione, vorrei soffermarmi su un aspetto non meno importante, cioè quello “conviviale” della SFISP: è un’ottima occasione per fare nuove conoscenze, venire in contatto con persone appassionate, impegnate a servizio del prossimo e desiderose di mettersi a disposizione della collettività. E ci si sente meno soli nel difficile cammino verso la realizzazione di una società migliore.

 

Vanessa Facchi, corsista 2008-10

vanessa facchi