Incontro 5: sabato 10/02/2018

Il quinto incontro della SFISP 2017-18 si colloca il 10 febbraio. L’incontro verte sull’aspetto più tecnologico del lavoro: la quarta rivoluzione industriale e le sue conseguenze sul mondo del lavoro. Da qui il titolo: “Dalla piena occupazione alla piena automazione: Il lavoro futuro”.

Dopo la consueta preghiera con una presentazione dell’aspetto della Dottrina Sociale della Chiesa più affine al tema del giorno, i corsisti hanno potuto seguire la relazione del prof. Michele Tiraboschi e, dopo un momento in gruppo, un intervento dell’imprenditore Giancarlo Turati.

Sono disponibili una breve galleria fotografia, le registrazioni audio degli interventi, i documenti sulla DSC e il testo della preghiera. Inoltre segnaliamo un paio di articoli che il prof. Tiraboschi ci consiglia:

  •       Intervento del prof. Tiraboschi
  •       Intervento di G. Turati

 

Relazione del quarto incontro

L’intervento del prof. Johnny Dotti inizia con un presupposto fondamentale: più che un senso del lavoro, esiste un lavoro che genera senso. In altre parole è in quanto lavoratori che contribuiamo al senso stesso del lavoro, divenendone cioé con-creatori nella misura in cui ne assumiamo la vocazione. E vocazione altro non è che una risposta res-ponsabile ad una pro-vocazione… risposta che genera una con-vocazione, cioè un’idea di società.

Un secondo presupposto è che il senso del lavoro non ha nulla a che vedere con la prerogativa classica del posto sicuro: l’esistenza stessa (dal latino ex sistentia, ovvero avere l’essere da un altro) è precaria e ben diversa dall’idea di con sistentia. È in quest’ottica – per cui tutto è da custodire ma nulla da conservare – che possiamo leggere il significato stesso del lavoro, che racchiude insieme la condizione di battezzato e di precario. Precario nel senso di pellegrino, perché il pellegrinaggio è la postura esistenziale del cristiano.


Dotti traccia la storia del lavoro a sommi capi a partire dal primo capitalismo, che per nascere aveva bisogno di un’idea di lavoratore forte, ma che accettasse il lavoro alla catena di montaggio (alienante) in cambio di aiuti e vantaggi fuori dall’orario di lavoro. È in questa fase che nasce il welfare state, ed in cui si instaura un equilibrio sostanziale tra capitale e società. Anche il paradigma democratico classico (democrazia rappresentativa) nasce in questo clima.

Dagli anni ‘70 (1973: fine dello standard aureo per le monete) il sistema però si riposiziona: lo scambio, che prima avveniva tra capitale e società, ora diventa tra finanza e consumo. Il passaggio di paradigma è sostanziale: il denaro diventa un fine in sé. Non c’è più bisogno del produttore, ma del consumatore. E il mito nascente del consumatore affonda nell’essenza stessa del cristianesimo le proprie radici: nella consumazione della particola è racchiusa tutta la perversione di un uomo che crede di poter diventare un po’ più Io. Questa idea di consumo cresce con la nascente sostituzione dell’esistenza con la con-sistenza: e se con la precarietà dell’esistenza tutto prende valore, con la radicalizzazione della consistenza tutto diventa diabolico. Con il consumo nasce anche il diritto individuale (l’idea di diritto nasce ben prima, ed equivale al diritto sociale) che altro non è che una trasposizione narcisistica dei bisogni individuali: sono libero soltanto quando sono libero di consumare.

Con la crisi del 2008 finisce questa fase in cui tutto il lavoro è per sostenere il consumo – un mito che purtroppo continua a vivere nella politica di oggi, in cui l’obiettivo resta quello di innalzare il livello dei consumi. Il valore che viene promosso ora è quello del lavoro condiviso – e non già per-diviso.


Per concludere, quale valore possiamo dare al lavoro oggi?

Appare chiaro che non possiamo più accettare di porci dinanzi ad esso come una somma di individui, né millantare “mi sono fatto da me”. Altresì siamo consapevoli del fatto che il paradigma tecnocratico e individualistico (entrambi degenerazioni perverse del cristianesimo: distorsione dell’homo faber il primo, distorsione del personalismo il secondo) rischia di schiacciarci in un sistema che ci rende sempre meno uomini e sempre più prodotti, meno attori e più passivi consumatori.

E se è vero che esistiamo nel momento in cui siamo PER gli altri, siano essi la famiglia o i colleghi di lavoro, allora dobbiamo convenire che è la relazione che costituisce il valore più alto e più autentico del lavoro (in questo l’uomo è a immagine del Dio Trinitario). Così la sfida per il cristiano di oggi è piuttosto quella di impegnarsi nel bene comune (e per la gestione dei beni comuni da non privatizzare, ma magari da de-statalizzare), in cui poter fare esperienze altre (e alte) di democrazia.

Incontro 4: sabato 13/01/2018

Il quarto incontro della SFISP diocesana per l’anno 2017-18 si è svolto, come da programma, sabato 13 gennaio, dopo la pausa natalizia. Per questa giornata era prevista anche una sessione pomeridiana.

Il tema era “Lavoro quindi esisto – Il senso del lavoro“. Abbiamo chiesto all’imprenditore sociale Johnny Dotti un intervento, di cui trovate la traccia audio.

La mattina ha avuto questa articolazione:

  • 9.15-9:30: Preghiera, Presentazione dell’Enciclica Laborem Exercens e Preghiera
  • 9:30-11:00: Relazione di Johnny Dotti sul tema “Il senso del lavoro”
  • 11.30-12.30: Lavori in gruppo e restituzione in assemblea
  • 12:30-14:00: pausa pranzo presso il Centro Pastorale Paolo VI
  • 14:00-17:00: Piccolo cineforum con spezzoni di film sul tema del Lavoro, e discussione in assemblea

Continua a leggere Incontro 4: sabato 13/01/2018

Incontro 3: sabato 16 dicembre

Sabato 16 dicembre la SFISP aderiva all’iniziativa Diocesana (ormai tradizionale) di un momento di riflessione e di spiritualità con tutte le persone impegnate nel sociale e nel politico.

Dopo la s. Messa alle ore 9.00 (celebrata da mons. Cesare Polvara), i partecipanti si sono ritrovati nella sala principale del Centro Pastorale Paolo VI per ascoltare l’intervento del Vescovo (riflessioni sul tema della politica) e di don Bruno Bignami (“Cristiani in una società liquida”), recentemente nominato dalla CEI vicedirettore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro.  L’incontro era coordinato da Enzo Torri, da poco Direttore dell’Ufficio Pastorale per l’Impegno Sociale.

Sono disponibili le tracce audio degli interventi, qualche scatto fotografico della mattinata e, in allegato, le slides di don Bruno.

Continua a leggere Incontro 3: sabato 16 dicembre

Relazione del secondo incontro

La relazione del sen. Ichino muove dal primo dei due principi costituzionali del lavoro: l’articolo 4, che riunisce i due significati complementari di lavoro come diritto (lasciando intendere la necessità della retribuzione ai fini dell’esistenza) e lavoro come dovere (allargando l’orizzonte a realtà quali il volontariato ed alla sfera spirituale). In questo senso appare particolarmente urgente chiedersi quale debba essere il diritto al lavoro sancito dalla Carta. Ichino delinea quattro possibili interpretazioni.

Continua a leggere Relazione del secondo incontro

Incontro 2: sabato 11/11/2017

Il secondo incontro della SFISP diocesana per l’anno 2017-18 si è svolto, come da programma, sabato 11 novembre. Il tema era lo sguardo “storico” al mondo del lavoro, con un intervento del Senatore Pietro Ichino dal titolo “Dalla Costituzione al Jobs Act“.

La mattina ha avuto questa articolazione di massima:

  • 9.00-10.00: Lavoro di gruppo per i corsisti, sul materiale inviatoci dal relatore
  • 10.00-11.15: Relazione del Senatore Pietro Ichino
  • 11.15-11.30: Coffee break
  • 11.30-13.00: Domande e confronto in plenaria col Senatore Pietro Ichino

Continua a leggere Incontro 2: sabato 11/11/2017

Incontro 1: sabato 7/10/2017

Il primo incontro dell’edizione 2017-18 aveva come ospite padre Giacomo Costa, direttore di “Aggiornamenti Sociali“. Il titolo dell’incontro era ” Trasformare l’esistente – Il lavoro che vogliamo”. Sono disponibili il materiale documentale utilizzato durante la mattinata e le tracce audio degli interventi.

Continua a leggere Incontro 1: sabato 7/10/2017

Relazione del primo incontro

Nella prima parte del suo intervento padre Giacomo Costa intende prendere le distanze dal pensiero dominante che vorrebbe parlare di lavoro solamente alla luce di numeri, cifre e statistiche: si ripropone piuttosto di evidenziare alcuni nodi fondamentali della questione: nodi che spesso sfociano in nuovi snodi ed ulteriori sfide.

Continua a leggere Relazione del primo incontro

Il programma dell’edizione 2017-18

Programma del Corso 2017-18

L’edizione 2017-18 tratterà il tema “Il Lavoro” (più precisamente: “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”) e si compone di 8 incontri, che si terranno il sabato mattino presso il Centro Paolo VI di Brescia in via Gezio Calini, n. 30: (Qui il volantino del corso)

L’incontro del 10 marzo inizierà presso un’azienda di Brescia; gli incontri del 13 gennaio e 10 marzo proseguiranno con una sessione pomeridiana, fino alle 17.00 circa.

Continua a leggere Il programma dell’edizione 2017-18